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[27.10.2016] - Mostra Paolo Nuti 29 ottobre - 19 novembre 2016.

Sabato 29 ottobre 2016 alle 17.30 al Museo Casa Giorgione si terrà il vernissage della mostra “Oltre / Beyond”, opere di Paolo NutiLa mostra, curata da Francesca Bogliolo, rimarrà aperta fino al 20 novembre 2016, secondo gli orari e le tariffe del museo.

“Sono lieta di ospitare uno dei grandi pittori del novecento, originale e tutt'altro che scontato come Paolo Nuti a Castelfranco Veneto” dice l'Assessore alla Cultura, Mariagrazia Lizza.

A conclusione della mostra, il giorno domenica 20 novembre 2016 alle ore 16.30, si terrà il concerto del M° Damiano Lazzaron, che eseguirà musiche originali composte per l’occasione e ispirate dall’opera pittorica del Maestro Nuti.

 

PAOLO NUTI

Paolo Nuti è nato a Viareggio nel 1949. Dopo aver seguito gli studi artistici si è dedicato con continuità alla pittura ed alla grafica. Agli esordi la ricerca pittorica di Paolo Nuti era orientata verso l’astrazione per poi approdare, negli anni ottanta, alla figurazione. Con una tecnica raffinata e con tematiche sempre originali Nuti è riuscito a cogliere sia il consenso del pubblico che quello dei critici d’arte, che lo considerano uno dei rappresentanti più interessanti della nuova figurazione toscana. Paolo Nuti ha tenuto sua prima mostra personale nel 1973 alla Galleria Bramante di Vigevano, presentato in catalogo da Krimer uno dei primi critici che si sono interessati al suo lavoro.
Poi una lunga serie di esposizioni personali e collettive in Italia ed all’estero.
Tra le più importanti ricordiamo: la mostra nel 1975 alla Galleria Radice di Lissone, poi nel 1980 alla Galleria “Il Ghibellino” di Empoli; nel 1982 Paolo Nuti dipinse, su commissione del Comune di Cerreto Guidi, lo stendardo del palio e poi seguì una mostra personale nella Villa di Isabella dei Medici sempre a Cerreto; nel 1985 il Comune di Este gli organizzò una personale presso la Chiesa di San Rocco. Nel 1985 incominciò anche la collaborazione con la Galleria Renzo Spagnoli. Nel 1987 mostra alla galleria Im Stall di Basilea, nel 1991mostra alla Galleria Spagnoli di Lugano. Nel 1995 Mostra personale presso la Galleria Centro di promozione Artistica di Verona. Nel 1997 mostra nella sala espositiva del Calasanzio di Empoli. Nel 2005 mostra alla Galleria Capricorno di Vigevano.
Dal 1985 al 2013 PaoloNuti ha partecipato a tutti gli eventi espositivi, in Italia e all’estero, organizzati dalla Galleria Spagnoli di Firenze.
Si sono interessati al percorso artistico di Paolo Nuti i seguenti critici d’arte: Cristoforo Mercanti Krimer, Franco Passoni, Armando Nocentini, Franco Solmi, Paolo Brambilla, Emilio Segre, Tommaso Paloscia, Dino Carlesi, Romano Battaglia, Giovanni Lombardi, Pier Francesco Listri, Giovanni Faccenda, Graziano Frediani, Giovanna Carli, Carla D’Aquinno Mineo, Andrea Petralia, Francesca Bogliolo.

 

PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA

È innegabile: Paolo Nuti padroneggia la materia pittorica con la maestria di chi abbia acquisito nel tempo la conoscenza teorica e consolidato la propria competenza tecnica. A un primo sguardo le sue opere rimandano a una rassicurante realtà estetica, figlia della tradizione artistica ben radicata nelle sue zone d'origine, il cui alto livello raggiunto richiede una dedizione assoluta e cieca alla pittura. In ogni quadro, in primo piano, sarà immediato il riconoscimento di figure che appaiono familiari. Eppure "una rosa è una rosa", che cessa di essere tale per divenire atto poetico grazie alla sua delicata reiterazione. Come un'eco che si perda dentro una valle invitando a concepirne la grandezza e la meraviglia, la delicata figurazione di Nuti guida a una diversa considerazione del contenuto dell'opera e del suo conseguente significato, che oltrepassa, -passa oltre- quello apparente. Aldi là del quadro, in un luogo che l’artista non vede, ci siamo noi e le nostre emozioni. Alla stregua di Virgilio, che accompagna Dante verso possibilità a lui precluse, Paolo Nuti ci guida oltre la sua pittura per addentrarci in noi stessi e in quello che siamo. Esili, impercettibili, fugaci come apparizioni delle fiabe, figure sconosciute e simboliche, gli astanti di Nuti invitano ad addentrarsi dentro la tela per procedere verso il fondo, e metaforicamente per andare a fondo delle cose, alle radici della nostra coscienza, in una profondità che è elevazione di sentimento e di spirito. Immergersi nella materia, prenderne consapevolezza, trattarla con il rispetto dovuto a una madre, lavorarla con perizia e sentimento, è il modo per l'artista di generare un’atmosfera che è per lui alla base del procedere artistico; è la creazione di un velo di Maya da varcare per poter fuoriuscire dal contenitore tridimensionale che rappresenta la vita. Conscio dei grandi cambiamenti che la pittura ha subito nell’ultimo secolo, sa che qualsiasi gesto può definire e costruire lo spazio, concedendosi la possibilità di lavorare su successioni di piani che invitano alla ricerca dell’Oltre. Il secondo piano, custode dell'eredità informale, si svela all'occhio attento, per permettere la scelta emotiva tra il reale e il metafisico. Nel suo fare, Nuti mantiene intatta la parte giocosa dell’infanzia che per Klee rappresentava l’unica occasione di guidare una riforma dell’arte. Non c’è leggerezza assoluta, tuttavia, se non per lo sguardo appagato al termine dell’opera, bensì rigore, fatica, studio e concentrazione nell’incedere incessante che da anni accompagna il lavoro dell'artista. Conservando intatta la lezione di Fontana, si dedica alla creazione di media artistici che mettano le persone in contatto con le proprie sensazioni, lasciate libere di vagare una volta oltrepassati gli intrecci fogliati, i cancelli ferrosi, le griglie dall’aspetto squisitamente liberty, che tentando di impedire il passaggio, pure lasciano vedere attraverso. L’apparente dicotomia tra fondali materici ed elementi figurativi iperrealisti origina un equilibrio che racchiude il senso dell’opera, a lungo meditata e interiorizzata. La pittura indica una via di fuga, che può simbolicamente insinuarsi tra le ali di un pettirosso o baluginare nella scia di una barca. Sovrana, su tutto, la luce, utilizzata non come virtuosismo tecnico, ma per la sua funzione atavica e trasfigurante, manifestazione tenace di speranza a cui affidare una cieca fiducia.

(Francesca Bogliolo)

 

Per info:
MUSEO CASA GIORGIONE
Piazza San Liberale
31033 Castelfranco Veneto (Tv)
Tel 0423 735626
e-mail: info@museocasagiorgione.it

www.museocasagiorgione.it
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