Città d'arte

La casa di Giorgione

Stemma della famiglia Costanzo

La casa è costituita da un corpo centrale e da due avancorpi laterali.

Il nucleo originario dell’edificio risale probabilmente al secolo XIV e l’impronta gotica si avverte nella semifinestra lobata al primo piano. Gli effetti degli ampliamenti e delle ristrutturazioni intervenute tra il XV e il XVI secolo, sono leggibili nella loggia (colonnina in pietra tenera affine alle colonne della loggia del Barco Cornaro di Altivole) che si apre al primo piano del corpo di collegamento tra i due comparti nord e sud e nell’organizzazione interna dei vani, articolata secondo lo schema tipologico della casa veneziana (saloni passanti al piano terra e al primo piano, dai quali si accede ai vani laterali). Purtroppo, questo schema è stato parzialmente alterato dalla mutilazione, intervenuta nel 1831, del settore prospettante sul fianco orientale del Duomo di S. Liberale. La sala del ‘Fregio’ di Giorgione presenta ancora oggi due porte otturate che costituivano l’accesso ad altrettante stanze della porzione di casa demolita. L’alto muro di cinta fu eretto contemporaneamente all’intervento ottocentesco al fine di trasmettere la memoria topografica dell’estensione verso ovest della casa.

 ‘Casa di Giorgione’ è luogo di memoria giorgionesca e non solo per il ‘Fregio’. Secondo una fonte seicentesca, qui sarebbe nato il pittore intorno al 1477-1478 (morirà nel 1510). La proprietà assegnata dall’estimo cittadino del 1555 al nobile di Castelfranco Francesco Barbarella del fu Alvise potrebbe corroborare la tradizione di un legame parentale o anche solo di committenza tra questo illustre casato e Giorgione.  Nel 1665, la casa passa dai Barbarella ai Marta. Dal 1700 al 1810 appartiene ai Zabottini; nel 1831 è di Francesco Trevisan, medico e letterato, che ne intraprende la ristrutturazione, quindi della famiglia Pellizzari. Ridotta ad abitazione, bottega di falegname e magazzino, la ‘Casa di Giorgione’ è acquistata nel 1954 dall’Ente Provinciale del Turismo di Treviso, per meritoria iniziativa di Bepi Mazzotti; nel 1973-74 rinasce dopo il radicale restauro sostenuto dal Comune di Castelfranco Veneto su progetto dello Studio di architettura Bellavitis & Valle di Venezia; successivamente transita nella proprietà della Provincia di Treviso, poi della Regione del Veneto ed infine del Comune di Castelfranco Veneto, dal 29 dicembre 1998.

La casa è stata restaurata e ristrutturata tre il 2002 e il 2003 a cura e spese della Fondazione Cassamarca di Treviso che si è avvalsa della progettazione curata dallo studio Carli-Moschino di Padova e degli indirizzi e supervisione della Soprintendeza ai Beni Ambientali ed Architettonici del Veneto e della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico del Veneto. Nel corso dei recenti lavori sono stati recuperati e restaurati un elegante fregio decorativo del sec. XVI, opera di frescante veneto (sala d’ingresso del piano primo) e un ciclo di affreschi con scene bibliche e di paesaggio, opera di frescante veneto della seconda metà del sec. XVI (studiolo del piano primo).

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